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Gli interpreti e i congressi medici: una panoramica

La storia dell’interpretazione in Italia vede nel settore medico-scientifico uno dei suoi pilastri. Parliamo di un ambito particolarmente delicato – visto che al centro c’è la salute delle persone – e che ha come focus una condivisione corretta del sapere.

Una comunicazione che risulta imprecisa oppure incompleta diventa un serio problema, per gli specialisti e indirettamente per i loro pazienti, generando incomprensioni e ostacolando il dialogo tra professionisti provenienti da contesti culturali differenti.

L’interpretariato per i congressi medici ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni ’70, ed è arrivato a rappresentare una grossa fetta del mercato dell’interpretazione.

In questa fase espansiva, interpreti e traduttori hanno così potuto acquisire competenze specifiche di settore sul campo, oltre che tramite uno studio accurato, fornendo ai clienti un servizio impeccabile.

Oggi la situazione è molto diversa: l’interpretazione simultanea entra sempre più raramente in congressi medici di alto livello. Perché? Perché tutti capiscono l’inglese, la lingua principe in tale comparto. Ma sarà vero? 

Abbiamo già affrontato la questione in un articolo dedicato proprio all’interprete da e verso l’inglese, ma oggi il tema dell’interpretariato per i congressi medici ci offre l’occasione di entrare ancora di più nel vivo. Lo facciamo con il contributo di Vanna Scalia che alterna l’attività di freelance presso la Commissione Europea a Bruxelles a quella sul mercato congressuale italiano, in particolare in campo medico e giuridico.

L’inglese in medicina: l’importanza di un servizio di interpreti

Si entra alle facoltà di medicina con un test di inglese livello B2, si accede alle scuole di specializzazione attestando anche livelli superiori, nessuno quindi che lavori in campo medico è propenso ad ammettere di avere dei limiti nell’uso o nella comprensione dell’inglese.

Ma l’inglese è una “brutta bestia” ed essere in grado di studiare un testo scientifico, e anche essere capaci di scrivere un lavoro in inglese, non vuole necessariamente dire che si riesca a capire un oratore che parla in inglese.

Il problema di pone in entrambe le direzioni, perché anche chi ha l’inglese o l’americano come lingua madre deve fare i conti con i molti che devono esprimersi in una lingua non loro con variabili di pronunzia spesso assai creative, ma poco intellegibili!

Il risultato è un grave deficit di comunicazione e di comprensione. Ecco allora che, come evidenziato da Vanna Scalia, “l’inglese come lingua franca della scienza funziona fino ad un certo punto e l’esistenza di un servizio professionale di traduzione simultanea aiuta a mettere tutti sullo stesso piano. Sostenere una discussione potendo difendere le proprie idee nella propria lingua cambia completamente i rapporti di forza ed episodi recenti in campo internazionale lo hanno dimostrato”.

Aggiunge inoltre che “in congressi in cui l’inglese è lingua ufficiale, ma si dispone comunque di un servizio di interpreti verso l’italiano, succede che , dopo avere presentato il loro lavoro in inglese, i relatori italiani preferiscano usare la cuffia con la traduzione al momento del dibattito per essere sicuri di capire bene le domande.

Anche nei congressi medici si opta talvolta per servizi di traduzione simultanea da remoto, il futuro avanza e l’emergenza COVID ci ha insegnato che molto si può fare anche rinunciando alla presenza. Queste soluzioni sono ideali anche per ridurre i costi anche se si perde il genius loci, che in un mestiere magico e misterioso come la traduzione simultanea gioca sempre un suo ruolo”.

Le competenze di un interprete medico

L’interprete è una figura che ha come compito principale quello di assicurare una comunicazione corretta e puntuale tra persone che appartengono a contesti non solo linguistici ma anche culturali differenti.

È quindi per sua natura un mediatore. L’interprete per congressi di stampo medico-scientifico deve aggiungere a queste capacità tecniche spiccate doti di diplomazia e negoziazione, oltre che una padronanza impeccabile della terminologia. In sintesi, tra i requisiti principali per intraprendere una carriera di questo tipo troviamo quelli che seguono:

  • Ottima conoscenza dell’italiano nonché di una/più lingue straniere.
  • Ottima conoscenza degli aspetti culturali legati agli idiomi in questione.
  • Ottima padronanza del lessico medico-scientifico.
  • Percorso di formazione certificato.
  • Ottime capacità empatiche e relazionali.

Interpreti per congressi medici: perché rivolgersi ad AMI

AMI è un’associazione di Interpreti e Traduttori a Milano composta da professionisti altamente qualificati e specializzati, in grado di offrire un servizio di alto livello sia in presenza che da remoto.

I suoi soci fanno parte di AIIC (Associazione Internazionale degli Interpreti di Conferenza) e di AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti ): le realtà di riferimento per chi si approccia a una carriera complessa come quella congressuale.

Sono inoltre in grado di creare delle équipe mirate in relazione agli argomenti affrontati all’interno di conferenze, incontri e congressi. Tutto ciò risulta possibile grazie a una solida preparazione a livello sia tecnico che terminologico. Qualcosa che vale tanto per gli interpreti e i traduttori che operano da remoto quanto per quelli che agiscono in presenza.

Ti piacerebbe conoscere qualcosa di più su AMI e sui servizi dei suoi interpreti per congressi medici? Contattaci al numero 02 86 45 04 62 oppure alla mail ami@milanointerpreti.net

Immagine pixabay

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